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1340: Terni ed Amelia battono le truppe pontificie nella prima battaglia di Colleluna

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Siamo nel basso medioevo, dove la penisola italica e frazionata in tanti micro stati che si fanno la guerra tra di loro, ed il Sacro Romano Impero Germanico lasciava combattere gli stati italici tra di loro purché non intaccassero l’autorità imperiale, e durante queste guerre ci fu un episodio di coraggio e valore della popolazione ternana che insieme ai fedeli alleati amerini riuscirono a batte le truppe pontificie che volevano occupare la conca ternana per imporre le proprie tasse e sottomettere le popolazioni ternane ed amerine, ma non ci riuscirono poiché i ternani e gli amerini all’epoca fedeli alleati decisero di ribellarsi al potere economico papale, e di non pagare le pesanti imposte  papali.

La risposta del Papa non si fece attendere, ed inviò un contingente di truppe pontificie, che marciarono verso l’Umbria sulla via del Nera, e che vennero fermate dalle truppe ternano amerine che dopo una lunga battaglia sulla Collina di Colleluna respinsero con successo le truppe romano-pontificie, dando ai comuni di Terni e di Amelia la libertà che meritavano.

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Terni-Perugia: l’eterno derby tra umbri orientali ed etruschi toscani che dura da millenni (parte I)

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La rivalità tra Terni e Perugia non è solo calcistica ma ha radici anche territoriali ed etniche, ed è una rivalità che dura da tremila anni, poiché per risalire alla nascita dell’antagonisml bisogna partire dall’Italia preromana, quando ad ovest del Tevere c’erano i popoli etruschi, mentre ad Est erano stanziati popoli umbri, i quali arrivavano fino all’adriatico, ed occupavano la provincia di Pesaro ed Urbino che all’epoca faceva parte dell’Umbria Adriatica. Difatti il gemellaggio tra Ternana e Fano non è casuale, anzi è frutto dell’unione di due terre che anticamente facevano parte dello stesso popolo.

Successivamente quando ci fu l’espansione romana, gli etruschi divennero acerrimi nemici dei romani, mentre gli umbri guardavano con ammirazione al popolo romano e divennero loro alleati. E infatti tra gli etruschi e gli umbri ci furono numerose battaglie con morti e feriti, e con la nascita dell’antipatia tra le genti romane e toscane, furono i ternani che diedero supporto logistico e militare ai romani nella battaglia di Ascoli, che si combatté tra romani e piceni, e furono proprio i ternani schierati nelle file romane, che permisero alla Capitale di vincere contro gli ascolani piceni.
Proprio grazie a questa alleanza i Romani, quando proclamarono la Res Pubblica Romanae Italicae, decisero di mettere Terni a capo della VI Regio, mentre Perugia venne inserita nella V Regio sotto Firenze che occupava l’attuale Toscana, e tutto ciò per tutta la durata della Res Pubblica e dell’Impero Romano.

Durante le invasioni barbariche, Terni e Perugia si trovarono di nuovo le une contro l’altra poiché Terni divenne una città sotto il controllo Ostrogoto e Longobardo, mentre Perugia divenne un territorio Bizantino. I bizantini erano i greci che avevano occupato l’impero romano d’oriente, mentre i longobardi e gli ostrogoti erano barbari germanici che avevano insediato la penisola italica, e fu proprio a Terni che venne sancita la nascita del Regno Longobardo d’Italia, poiché nella città dell’Umbria s’incontrarono Re Liutprando e Papa Zaccaria, i quali decisero di formare il Regno dell’Italia Longobarda, che lasciava al Papa ed ai bizantini alcuni territori, tra cui la città di Perugia mentre Terni entró a far parte del Ducato di Spoleto Longobardo.

Nell’Alto Medioevo, Terni rimase saldamente legata al Ducato di Spoleto che occupava un vasto territorio tra l’Umbria, le Marche e l’Abruzzo, mentre Perugia rimase nelle Provincie Toscane, e durante il Regno longobardo d’Italia si accentuò la differenza tra le due città, ma in una convivenza ancora pacifica poiché il regno d’Italia Longobardo impose la tregua nella penisola Italica per molto tempo.

Ma poi ci fu l’invasione dei Franchi e dei Germanici quando il Regno Italico divenne un provincia integrante dell’Impero Romano germanico. E proprio in questo periodo si riscontra il primo duello militare nella Battaglia di Montaperti, che si combatté nel 1260, in cui le truppe Ternane alleate dei senesi e pisani, batterono perugini, orvietani e fiorentini, e questa battaglia venne combattuta poiché la maggioranza dei ternani, senesi, pisani ed i mercenari livornesi erano favorevoli dell’imperatore germanico e di conseguenza ghibellini, poiché gli alleati dell’imperatore si erano radunati nel castello di Wiblin e di conseguenza presero il soprannome di ghibellini, mentre gli alleati del Papa tra cui perugini, orvietani e fiorentini si radunarono nel castello di Welf, da cui il soprannome guelfi.

È proprio la grande maestria dei ternani nella battaglia di Monteaperti a permettere alle truppe imperiali di vincere contro quelle papali, mentre nei secoli successivi durante le guerre italiche del 1400 e 1500 fu Perugia che assediò Terni. Qui subemtra Braccio da Montone, condottiero perugino, che invase la città dell’Umbria conquistandola perché puntava ad una riunione dell’Italia con Perugia che avrebbe governato la Penisola, ma i ternani decisero di combattere Braccio da Montone, e da lì tra le truppe ternane e le truppe perugine ci fu la battaglia dell’Aquila in cui Braccio da Montone venne ferito gravemente e battuto dai ternani amici degli aquilani. Terni, quindi, venne premiata dal Papa per aver fermato le truppe perugine.

Nel 1500 si ricorda poi la grande vittoria dei ternani sui perugini, poiché il Papa aveva alzato la tassa sul sale nella città di Perugia, ed i perugini decisero di ribellarsi al dominio papale, ma il Papa dispose di inviare le truppe ternane guidate dalla famiglia Tomassoni che prima invasero la città di Perugia e poi edificarono la Rocca Paolina sui ruderi del palazzo Baglioni, poiché la nobile famiglia perugina venne esiliata dai ternani, ed i ternani parteciparono alla disfida di Barletta, in cui i cavalieri italici sconfissero i cavalieri francesi, ed il 1600 fu un secolo di totale dominio di Terni nella Provincia Umbra dello Stato Pontificio, e un nuovo ”scontro” tra le due città durante l’unità d’Italia, poiché entrambe le città erano per la creazione dello Stato Italiano, ma Terni si mostrò subito repubblicana, mentre Perugia accettava il dominio della Monarchia dei Savoia, ed i ternani che credevano nell’Unità Italia, protestarono quando Perugia venne messa a capo della provincia dell’Umbria, che pur avendo sempre fatto parte dell’Italia etrusco toscana venne inserita in un altra zona culturale, tanto più che pure la nobiltà Ternana messa in disparte decise di aderire ai movimenti di protesta di tipo socialista e repubblicano.

Tra il 1800 ed il 1900 le due città svilupparono ulteriori differenze poiché Terni che aveva già le ferriere e le argentiere dai tempi dell’Antica Roma stava sempre diventando una città industriale, mentre Perugia rimasta legata all’agricoltura stava sviluppando il settore agricolo dolciario, e se a Terni nacque la prima Federazione Giovanile Repubblicana della Storia d’Italia, ed i primi sindacati italiani di stampo repubblicano ed anarchico con la Ternana Carlotta Orientale che divenne la prima donna d’Italia a capo di un sindacato operaio, poiché a Terni ci furono anche i primi movimenti di stampo operaio e femminista d’Italia già nel 1800,  mentre a Perugia nacquero le Leghe del Lavoro  che erano di tipo socialista ma fedele alla monarchia piemontese, dove le donne avevano un ruolo marginale, e sotto il ventennio Perugia divenne una città del fascismo nobile, mentre a Terni prese piede il fascismo socialista e proletario, e dopo la guerra la differenza rimase poiché durante il referendum tra Repubblica e Monarchia, a Terni i repubblicani presero il 77% di preferenze, e la stessa Terni fu la città più repubblicana d’Italia, con adesioni anche dalla piccola nobiltà locale, mentre a Perugia la Repubblica vinse con 67%, poiché l’anima Perugina era fortemente nobile, e le differenze rimangono tuttora, per un derby che è sentito sul campo e nella vita di tutti i giorni.

 

 

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Atrepursatu Naharki – una storia minuto per minuto

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La Società Ternana Calcio tripudia (parola che, badate bene, non è affatto casuale) la nostra città ricordandone le origini e la storia, quando e dove tutto è iniziato. Per capire se eravamo un popolo fico anche prima dell’arrivo dei romani, dovreste andare al CAOS. Eh no, non al Fat, ma alla porta accanto, dove c’è il Museo Archeologico “Claudia Giontella”. Intanto però buttiamo giù un breve riassunto strutturato a mo’ di cronaca calcistica, pensato per l’appunto per chi lo voglia leggere con un borghetti in mano.

I tifosi all’ingresso della storia in campo sono divisi in due gruppi: da un lato c’è chi crede che Terni nasca con l’Acciaieria, dall’altro chi invece è già ben conscio di avere un illustre passato. Non dobbiamo biasimare i primi, visto che nel tempo la fabbrica è diventata un grande stendardo che ha oscurato tutta la visione della partita a chi era in curva. Senza contare poi tutte le preoccupazioni per la ricostruzione della città post-bellica che hanno assorbito completamente l’attenzione degli sportivi tutti sia sugli spalti che sul campo di gioco. I secondi invece, spettatori della tribuna, hanno seguito tutte le varie fasi di gioco per ritrovare la ternitudine prima della fabbrica, prima dello Stato della Chiesa, prima del Medioevo e dei draghi, prima di Giulio Cesare, ma soprattutto prima del DERBY.

Al fischio d’inizio dell’arbitro (età del Bronzo o giù di lì) i tifosi guardano in direzione del Lago di Piediluco e della Cascata delle Marmore, dove troviamo i primi insediamenti palafitticoli (per i più pigri capanne umide e fredde) e i primi resti archeologici. Dopo qualche frazione di gioco però, l’azione si sposta sulla fascia collinare tra Colle dell’Oro e Pentima, dove a farla da padrone è la Necropoli dell’Acciaieria, frequentata dall’XI all’VIII secolo a.C. e costituita da migliaia di tombe, i cui riti di sepoltura andavano dall’incinerazione all’inumazione. Nello stesso momento, nell’area (di rigore) dei Monti Martani, le alture di Cesi dominano l’accesso alla Media Valle del Tevere, alle Pianure di Narni e ai Monti Amerini. Qui vi era anche una necropoli pertinente all’insediamento di Monte Torre Maggiore.

Quando le squadre vanno a bersi un the caldo nel Quartiere Clai per la fine del primo tempo, cominciano a scaldarsi la Necropoli dell’ex poligrafico Alterocca (VIII-VII secolo a.C.) e di San Pietro in campo (VII-VI secolo a.C.). Queste occupano una grande porzione di terreno (oggi via Sant’Antonio, Via Curio Dentato, Via Plinio il Giovane, via Tre monumenti), a dimostrazione di come l’attuale Quartiere Clai abbia conquistato tutta l’attenzione. Si è aperta una nuova fase di gioco: si tratta del periodo “orientalizzante”, caratterizzato principalmente dalla fondazione della nuova squadra di Interamna nel 672 a.C., come testimoniato da un’iscrizione che potevate vedere una volta presso lo “stadio” di età romana. È il periodo di maggiore ricchezza dei cittadini, dove non eri nessuno se non facevi mettere nella tua tomba un ricordo costosissimo (o di imitazione, oggi parleremmo di un falso d’autore) proveniente dall’Egitto, dalla Fenicia o dalla Grecia.

I tifosi però hanno le radioline puntate su quanto sta accadendo su un altro campo, quello di Maratta Bassa. Qui sono stati trovati buchi di palo nel terreno pertinenti a strutture abitative, fosse circolari e quadrate, vasellame, manufatti bronzei e anche un forno. Su quanto sia successo, dovrete ahimè aspettare i risultati dei nuovi scavi. Ritorniamo allora al campo principale: l’area di Quartiere Clai. Quest’ultimo, esteso fino a Piazza Carrara e a Corso Vecchio, è il nucleo da cui nascerà il centro Umbro prima e Romano poi. Come sicuramente avrete già intuito esso gioca facile data la posizione favorevole e strategica in quanto punto di incrocio tra le Valli del Serra e del Nera, vicino ad un guado sul fiume Nera, ma soprattutto in quanto tramite importante tra il versante adriatico e quello tirrenico. Stiamo parlando ancora di un giocatore protourbano, comunque diverso rispetto a quelli delle altre squadre dell’Umbria (no, Perugia non è Umbria). Il ternano protourbano abita ancora nel villaggio e non nella metropoli, però almeno adesso si siede non più sulla panchina dentro una capanna di legno e paglia, ma in una casa con il tetto in mattoni.
Siamo ormai giunti al fischio finale, la squadra va sotto la Curva degli Umbri (i Celti si trovano in un altro settore) e in piedi abbracciati, ora lo possiamo dire: Atrepursatu Naharki !

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2001: Mikhail Gorbaciov venne a visitare Terni

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Se ne è andato in questi giorni Mikhail Gorbaciov l’ex capo di stato dell’URSS, che durante il periodo del suo governo dal 1985 al 1991, cerco di riformare la società sovietica attraverso quelle riforme che prendevano il nome di Perestrojka, che volevano conciliare il socialcomunismo con il pensiero liberale, perché Gorbaciov fu un sostenitore del socialismo e del comunismo, ma si era reso conto che l’URSS ormai era un paese con parecchie contraddizioni culturali e problemi sociali da risolvere, e la sua azione di risanare lo stato sovietico, lo portò paradossalmente al fallimento, ma le sua iniziative pubbliche per favorire della pace nel mondo, mostrarono come Gorbaciov fosse un uomo attento ai problemi delle persone e con delle vedute positive a favore dell’umanità e della società civile, ed è grazie a lui che la Guerra Fredda tra Capitalismo e Social-Comunismo finì, ed è sempre grazie a Mikhail Gorbaciov che vennero firmati numerosi trattati contro la proliferazione delle armi nucleari, e per riconvertire le fabbriche sovietiche, da industrie militari ad industrie civili, e queste leggi fatte da lui a favore dei popoli, gli valsero il premio Nobel per la pace nel 1990, premio che fu ampiamente meritato per le idee di conciliazione che portava avanti.

10 anni dopo il crollo dell’Unione Sovietica, Mikhail Gorbaciov venne in visita a Terni nel 2001, invitato dal Vescovo di Terni Monsignor Paglia, e dal sindaco Paolo Raffaelli, con la collaborazione internazionale della Comunità di Sant’Egidio, poiché la città di Terni è la città di San Valentino, il santo protettore degli innamorati e dei malati, ed è proprio in nome dell’amore dell’accoglienza, che venne invitato uno dei politici più impegnati per la pace nel mondo, e l’invito venne inviato a Mikhail Gorbaciov per consegnarli il premio per la pace San Valentino, premio assegnato ad un personaggio che si è battuto per la pace nel mondo.

La visita di Mikhail Gorbaciov servì anche a ricordare, che nella città di Terni nacque la Federazione Giovanile Repubblicana Italiana, e che la stessa città di Terni, fu in parte liberata dai nazisti, che vennero battuti anche dai soldati russo-sovietici, i quali combatterono in centinaia sulle montagne ternane insieme ai liberatori ed ai partigiani ternani, e dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, ci furono numerose visite di importanti cittadini russo-sovietici, come quella del sovietico Leonov, il primo uomo a camminare nello spazio,  che visitò la città di Terni nel decennio del 1960, e con la visita di Mikhail Gorbaciov  si cementò ancora di più il rapporto tra Terni ed il resto del mondo, in nome della solidarietà e della fratellanza dei popoli, temi a cui la città di Terni è sempre stata legata.

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