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La difesa di Clagluna

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La Ternana dei tre record, quella della difesa arcigna ed impenetrabile, che dal 1992, ha il primato di essere stata la difesa calcistica, che ha subito meno goal nella storia del calcio italiano, solamente tredici goal in trentaquattro partite, ma al tempo, con la squadra campione con meno goal segnati nella storia sempre del calcio italiano, solo ventiquattro goal in trentaquattro partite e la squadra con il pubblico sempre presente e numeroso, una media di diecimila spettatori a partita, con una città di centomila abitanti ed una provincia di duecentomila, come se Milano avesse una media di spettatori di centomila persone tutte le domeniche allo stadio di calcio. Un gioco semplice, non spettacolare e divertente, ma estremamente efficace, visto che la Ternana, in quel campionato, fu prima in classifica dalla prima giornata fino alla fine di campionato, con la promozione in Serie B conquistata con due giornate di anticipo, con la vittoria al Libero Liberati sul Catania su punizione di Consonni nel secondo tempo, con entrambi derby vinti sia all’andata che al ritorno. Il merito di Roberto Clagluna fu quello di creare una squadra completamente rinnovata, con quasi undici giocatori nuovi su ventidue, che dopo un periodo di difficoltà in serie c, voleva ritornare in serie B, il tutto però in un periodo anche di tensioni societarie tra la vecchia dirigenza di Gambino e quella di Gelfusa, il che per l’allenatore toscano della Ternana divenne una grande soddisfazione riportare una squadra in serie B, nonostante le difficoltà sportive ed ambientali. Lo stesso Clagluna, ebbe poi un brutto scontro con la stampa, che gli rimproverava un gioco semplice e non entusiasmante, che secondo aveva ottenuto le vittorie in maniera fortunosa e poco meritocratica, e lui rispose per le rime, insieme al Presidente Rinaldo Gelfusa, con una conferenza stampa infuocata, in cui accusò la stampa cittadina di non capire molto di calcio(visti i risultati aveva ragione), e che le critiche erano ingiuste, visti i risultati della squadra che era prima in classifica da subito e che non era mai stata raggiunta dalle rivali, con gli applausi dei tifosi in sala stampa, che invece criticavano i giornalisti accusati di scarsa preparazione e poca competenza nel loro mestiere. Clagluna era infatti un motivatore, un preparatore atletico e di tattiche, piuttosto che un creatore di spettacolo, ma nonostante, tutto un vincente che ha dato tanto alla Ternana, e che verrà ricordato come uno dei grandi allenatori delle Fere

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1974: Il Gioco Ermetico svolto dalla Ternana nella seconda promozione in serie A

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Enzo Riccomini è stato l’allenatore della seconda promozione della Ternana in serie A, avvenuta nel 1974 dopo un campionato di serie B combattuto e spettacolare fino all’ultima giornata, e che viene clamorosamente dimenticata dagli sportivi ternani, i quali ricordano sempre la prima promozione del gioco corto di Corrado Viciani, ma dimenticano spesso la seconda promozione della Ternana effettuata con il Gioco Ermetico di Enzo Ricconimi, e noi di Ternana Live ve la raccontiamo in questo articolo.

La Ternana dopo essere stata promossa in serie A, è retrocessa nel campionato successivo, ma le Fere Umbre vogliono tornare subito in serie A, ma stavolta si affidano ad un allenatore emergente, che però sta innovando il calcio italiano con una nuova tecnica di gioco, che non si basa sul semplice catenaccio, ma vuole un gioco che sia difensivo ed offensivo al tempo stesso con il centrocampo che ”non esiste” perché deve supportare la difesa e l’attacco, 

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1975 Ternana vs Lokomotiv: I rossoverdi affrontano i rossoverdi …. di Mosca

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Nell’estate del 1975 per commemorare il trentesimo anniversario della fine della seconda guerra mondiale, la liberazione dell’URSS e la Liberazione d’Italia dal Nazismo, venne disputata un ‘amichevole tra Ternana e Lokomotiv Mosca a Terni. Dunque i Ternani rossoverdi poterono affrontare i Rossoverdi di Mosca, perché il colore dei russo-sovietici era il medesimo di quello degli umbri, in un amichevole internazionale in cui si rinsaldarono i rapporti con il paese eurasiatico, e ricordare lo spirito di unità e fratellanza tra popoli come già avvenuto per Ternana-URSS del 1967. Quando Ternana e Nazionale Sovietica si affrontarono allo Stadio di Viale Brin, venendo battuti dalla nazionale russo-sovietica, ed anche questa volta furono i russo-sovietici ad avere la meglio con un goal segnato nella ripresa, vincendo 1-0 sulla Ternana, ma in un clima sana sportività tra le due compagini.

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Bartolino da Terni: il condottiero ternano che salvó Bergamo e Crema dal Sacro Romano Impero Germanico

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Non tutti i legami interpersonali sono facili da spiegare. Certe connessioni sfidano le distanze, il tempo e la logica perchè ci sono rapporti che sono semplicemente destinati ad esistere.

É proprio il caso di Terni e Bergamo, città gemellate all’interno del mondo calcistico e del panorama Ultras. Ma tra le due realtà esistono legami centenari, qualcosa di profondo ed incredibilmente fantastico.

Un episodio, che ha unito le due città oltremodo, prima che le tifoserie provassero stima reciproca e “fratellanza”, avvenne addirittura nel 1500. Ovvero quando un ternano salvò proprio la città di Bergamo insieme a quella di Crema ( ducati piú ad Ovest della Repubblica di Venezia) dall’assedio delle truppe ispanico – francesi dell’imperatore Carlo V.

Le armate asburgiche in procinto di attaccare ed invadere quel territorio, dovettero arrendersi ad un ternano, che apparteneva ai grandi condottieri della città umbra, i quali si contraddistinguevano per forza, fierezza ed orgoglio di difendere la terra a cui prestavano servizi e il proprio popolo.

Bartolino da Terni, si mise a servizio della Repubblica, e per quasi un secolo difese gli interessi territoriali. Ma l’episodio che lo rese celebre nel Veneto libero della Penisola Italica, avvenne nel Giugno del 1484, quando il potente Ducato di Milano decise di assediare la Repubblica di Venezia per invadere Crema e Bergamo, e successivamente annettere l’intero Veneto non solo al Ducato di Milano, ma anche al Sacro Romano Impero Germanico (considerata la più grande potenza europea). Proprio durante l’assedio le truppe asburgiche, sottovalutarono il piccolo esercito di Bartolino da Terni (a detta di molti invincibile nelle battaglie combattute nei piccoli spazi), ed infatti il ternano riuscì ad aggirare le truppe milanesi con uno stratagemma clamoroso, un vero e proprio sotterfugio: Bartolino con un gruppo di soldati, riuscì ad evadere dalla città attraverso un passaggio poco noto che conduceva ad un canale fognario, attraversato questo, si ritrovò oltre gli assalitori. Una tattica che aveva abbinato la sorpresa di una sortita, combinata in sincronia con la propria fedele guarnigione.

Quindi le truppe guidate da Bartolino iniziarono a fare grande luce e rumore con catenacci, trombe, tamburi, lancio di sassi e fiaccole, dando la sensazione ai nemici di avere alle spalle un grosso esercito. Difatti, avendo ottenuto sopravvento su di essi, l’esercito imperiale si diede alla fuga.

Bartolino da Terni venne premiato dai ducati di Bergamo, Crema e dalla Repubblica Veneta per lealtà e coraggio, per capacità di un’intraprendente versatilità, nel dare il proprio tenace apporto ad una dinamica belligerante, diventando in questo modo simbolo di due terre lontane ma al tempo stesso amiche.

Alla sua morte, avvenuta il 1º luglio 1518, fu incaricato l’artista Lorenzo Bregno per la realizzazione di una statua intitolata a Bartolino stesso da porre nella chiesa della Santissima Trinità.
“… Fu alzato questo alla memoria del famoso Bartolino Terni, Capitano di grido distinto, e di distinto valore fra’ Capitani del suo tempo, come nella Storia del nostro Alemanio Fino si legge. Rappresenta questo Monumento un Cavaliere coperto di tutt’armi, con l’asta in mano, posantesi co’ suoi piè sovra d’un’Arca, che racchiude le ceneri … “

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